ROAD MUSIC – buon compleanno AC/DC

14 07 2010

15 luglio 2010: uno dei più potenti album della storia del Rock compie 30 anni.

Era il 15 luglio 1980 quando gli AC/DC pubblicano Back in Black in onore di Bon Scott, il cantante trovato morto nella sua auto…

Non si persero d’animo e ritornarono, più incazzati che mai, con il nuovo cantante Brian Johnson e l’album Back in Black.

Abbiamo tante volte parlato di musica on the road su questo blog. Gli AC/DC non possono mancare in NESSUNA playlist.

Oggi, in omaggio ai 30 anni di quello straordinario album, ripropongo una versione bluegrass del classico Highway to Hell:

Ed ora, se permettete, dopo la divertente versione country (adatta ad un viaggio on the road in Texas, Lousiana, etc…)…accostate la macchina, cambiate playlist….alzate il volume al massimo, riaccendete il motore, scegliete un interminabile rettilineo stradale nell’outback australiano e guastetevi questa:





AUGURI: fine ed inizio

31 12 2009

Quello che sta finendo e’ stato un anno pesante.

Tante cose sono successe. Personalmente, me ne sono successe tante, ed alcune le voglio davvero lasciare alle spalle.

Ma abbiamo parlato di viaggi, di fotografia, di musica, di andate e ritorni, di iniziative e di avventure. Ne abbiamo parlato, e questo è bello.

Sapete tutti che ho iniziato una nuova avventura, lanciando Shoot for Change oltre Oceano. Sta andando molto bene. Il gruppo di fotografi che si sta formando, qui e negli USA è straordinario.

Sono felice di averli incontrati e sono certo che tante cose buone ne usciranno. Stiamo dando davvero voce a chi non ne ha…e ridiamo visibilità a chi l’ha perduta.

Paroloni? Forse. Anzi, sicuramente. Ma solo dimenticandosi che è difficile, si riesce a cambiare il mondo. Passo dopo passo, foto dopo foto, canzone dopo canzone.

E a proposito di musica, quale modo migliore di finire e di iniziare un nuovo anno o un nuovo viaggio?

Ecco un po’ di musica per i vostri viaggi di fine anno (anche solo fantasticati). Vecchi e nuovi classici.

Buon anno a tutti!

Antonio





(my) travel music playlist

7 10 2009

Torniamo a parlare di musica da viaggio.

Ipod sempre con me quando mi muovo e quindi anche in viaggio. Negli anni ho accumulato diversi ipod (e, prima, walkmen e cassette varie). E’ sempre stato un mio pallino fare, all’inizio di ogni mese, una playlist tematica con la musica che preferisco ascoltare in quel periodo. Ovviamente lo stesso vale per ogni viaggio.

Le scorse playlist di musica che sostenga, alimenti, invogli un viaggio – o che semplicemente sia bella da ascoltare – sono state sempre accolte con divertimento. Quindi continuiamo…

Metto l’ipod in modalita’ shuffle e vediamo cosa tira fuori…

Josh Turner, Would You Go With Me. Molto molto bella. Un bel country che dedico a chi si mette in viaggio, a chi ama le nuvole e chi cerca un lieto fine. Il video e’ tenero…

Due canzoni di Amos Lee: Night Train (per apparenti motivi) e Southern Girl (perchè l’immagine iniziale della strada che comincia a muoversi sotto i piedi è magnifica)

Qualsiasi canzone di Keith Urban è splendida per qualunque viaggio:

Ora un po’ di nostalgia con i Creedence Clearwater Revival. Long As I Can See the Light, per salutare al momento della partenza. Forse senza ritorno. Struggente e intensa:

E questa. Mi piace particolarmente e mi ricorda un bellissimo film, Elzabethtown, E’ My Father Gun di Elton John. Da brividi la scena del viaggio in auto attraverso gli Stati Uniti, seguendo e ascoltando un percorso musicale attraverso luoghi e ricordi… Per chi piace abbinare ricordi a canzoni.

Amo tutto di Jackson Browne. E ovviamente anche questa sua recente Going Down to Cuba (per non indulgere nei suoi classisi ovviamente…)

Bene, per ora è tutto. Ne avete da ascoltare…

Buon divertimento, buon viaggio

A

PS AGGIORNAMENTO.

Flashback

Due canzoni di Lyle Lovett.

La prima, This Old Porch, l’ascoltai tanti anni fa, in Canada, proprio sulla veranda (porch) di un’amica che credo stia (anche se faticosamente) leggendo quetso blog. Sta combattendo una battaglia molto brutta e le sono ogni giorno vicino… Questa è per lei:

Dopo qualche giorno, invece, arrivò quest’altra…

…e rimase incastrata tra le mie dita sulla chitarra….





(my)Travel Songs: Downbound Train (beccatevi questa)

18 03 2009

E visto che non lo fate voi lo faccio io. Downbound Train, di Bruce Springsteen, appartiene alla mia formazione musicale dell’adolescenza. Come molti di voi (o almeno, dai miei coetanei in su, dai) sanno, era contenuta nell’album Born in the USA e forse non ha goduto dello stesso successo di altre sue canzoni.

Io me ne innamorai al primo ascolto del riff iniziale. Quel dlen dlen dledledlendleeen…. suonato con quella magnifica Telecaster (e’ opportuno dire, pero’, che sono da sempre per la stratocaster piuttosto che per la telecaster). Quel racconto d’amore straziante. Springsteen che nel momento topico della canzone abbassa la voce, e la Band lo segue rallentando. Canta di un lui che corre da una lei nel pieno della notte sperando di essere accettato in casa. Da sempre quel particolare passaggio mi ha dato l’impressione di essere suonato in apnea come se loro stessi stessero salendo le scale. E quando arriva e trova la casa vuota e, piano piano, la band “entra” e’ come se si sentisse il suo tonfo in ginocchio (esattamente come poi canta) e via si riprende…on a downbound train. (ecco, ho scritto questi periodi tutti d’un fiato) 🙂

Mamma che bella.

e per finire con un’altra regina della canzoni di viaggio non poteva mancare lei….

BORN….

…TO….

si, è lei…

BORN TO RUN!





(my) Travel songs: si ricomincia con un treno notturno…

12 03 2009

Non ci si può adagiare in un po’ di sano amarcord bloggiano che arrivano le richieste al dj 🙂

D’accordo, qualche altro suggerimento musicale da viaggio. Comincio con Amos Lee. Uno dei nuovi esponenti di spicco del folk songwriting americano.  E’ tra i miei preferiti per l’ascolto in cuffia durante i viaggi. Soprattutto questa canzone.

E’…come dire…morbida, continua, culla come il rumore, appunto, di un treno non troppo veloce. Uno di quelli che ti fa guadagnare la meta poco alla volta. Niente Alta Velocità, niente frecce rosse, azzurre, argento o che so io… Solo un treno lento, magari notturno, che ti porti da un punto A ad un punto B.

Ecco Night Train di Amos Lee:

Adesso, come al solito, tocca a voi proporne una.

Antonio

Quel che serve in viaggio: la direzione di casa

Quel che serve in viaggio: la direzione di casa





(our) Travel Songs: ORISHAS e Nelly Furtado

19 02 2009

Gli orishas sono semidivinità della mitologia africana. Col tempo sono stati “adottati” in America, soprattutto – per evidenti ragioni – dalla santeria cubana e condonblè brasiliano e haitiano. Sono espressione del sincretismo religioso latinoamericano che non smette di affascinarmi. Ricordo quante manifestazioni incredibili di questo sincretismo osservai in Messico, Guatemala e Perù… Per un approfondimento, ovviamente, vi rimando a Wikipedia.

Qui vi propongo, nella mia nuova veste di DJ 🙂 un video degli omonimi Orishas. Una band cubana che adotta un simile sincretismo…musicale. Fonde hip hop a sonorità cubane. Il risultato è magnifico, secondo me.

In questo video, tra l’altro, la fotografia è splendida e le nuvole sono molto….mie 🙂

Bun divertimento,

A

E ora tocca alla gatta! Che zitta zitta, in questi giorni, ha osservato l’andazzo ed ora suggerisce questo video carino. Una canzone che riscosse molto successo anni fa (2001) e che ha  un video molto colorato. E’ Nelly Furtado con Turn off the light. Lei, se non sbaglio, ha origini indiane e si vedono. La canzone è molto bella. Buon divertimento:





(your) Travel songs: Crystal Frontier

17 02 2009

Bravi, bravi, continuate così. Mi state segnalando delle vere chicche.

Questa volta tocca a Fiordi ed al suo consiglio per un viaggio solitario. Si tratta del video dei Calexico “Crystal Frontier”. Non serve guardare il video e la sua fantastica fotografia (che luce! che dinamica di colori!). Quella tromba evoca ovviamente il centro America e/o le lunghe, sterminate, autostrade polverose della Baja California. Sì, è adatta ad un viaggio in solitaria oppure ad una vera e propria fuga da una situazione complicata 🙂

Insomma, buon viaggio:

E visto che siamo, più o meno (insomma), da quelle parti, ho ripescato una vecchia fotografia che scattai a Machu Pichu diversi anni fa.

machupichu