Prinias

29 09 2009

Non credo nella magia, ma credo nella magia di alcuni luoghi.

Non credo nella magia dei viaggi, ma credo nei viaggi nei quali si avverte magia.

Anni fa ho vissuto a Creta. Alcuni di voi mi seguono sin da quei tempi. I tempi dello sperduto villaggio di Petrokefalo, per intenderci. Poche case per ancor meno anime (55, in diminuzione) ed una collocazione non certamente…centrale nell’isola…

Ma era il mio villagio e ci stavo benissimo.

Scoprii un luogo magico un giorno. Alla base di una collina isolata (che sovrastava una vallata di olivi magnifici) c’era un unico albero con, ai suoi piedi, una sedia di paglia. Giuro, una sola sedia appoggiata al tronco del solo albero. Sempre vuota.

y1p10k3cuxwPtiUqCCQeqDtJEFaxxD3nSxsfru1o-40r4bNSZV8Zq9Zoaqd5HFqMd296foZhqSGWao[1]Seguendo un sentiero in salita, si cominciava a scorgere – da lontano – una chiesetta bianchissima, proprio in cima alla collina. Scarpinata niente male.

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Ma una volta arrivati lassù…beh…avreste dovuto esserci. Vento fortissimo, totale solitudine, chiesetta linda ma sempre sempre sempre deserta. Ma le candele sottili erano sempre accese…

Ebbene, divenne il mio luogo magico. Una sorta di rifugio dove far decantare lo stress e “parlare” al vento (più di quello che già faccio abitualmente).

Ricordo che una volta persi il parasole di un obiettivo. Me ne accorsi la sera, a casa. Tornai lassù, senza in realtà cercarlo, e lo trovai, ripulito, posato proprio dentro la chiesetta, in bella vista. Non ho mai saputo chi fosse passato da quelle parti e sono certo di non averlo perso lì dentro…. Strano 🙂

Mamma mia, quanto mi manca Prinias.

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Alla fine di un viaggio…si riparte

23 09 2009

Vi ho detto che si viaggia in tanti modi diversi. In luoghi lontani, dietro l’angolo, nelle memorie, nei sogni di altri e nei libri. Si viaggia per diletto, per curiosità, per sfida, per noia, per emulazione, per egosimo, per riempire un vuoto.

Questo blog mi è servito a capire l’essenza del viaggio e condividerla con voi. Sono certo che sia servito più a me che a voi (che in fondo vi sarete annoiati a viaggiare nelle mie memorie e nei miei racconti, ma tant’è…).

Ultimamente ho fatto il viaggio dei viaggi: quello che si compie dentro se stessi. Un periodo nuvoloso che ha suggerito un approccio aperto ad un viaggio introspettivo. Sono partito come se dovessi partire per un normale viaggio: con mente aperta e curiosa, senza aspettarmi niente ed augurandomi di imparare qualcosa.

Credo di aver toccato il termine di quel viaggio e di essere ritornato in superficie. Ho mappato la strada ed ho lasciato tante briciole per ritornare al punto di partenza. Per non perdermi. Ho fatto foto con la mente e scritto gli errori commessi. Ho saldato i conti in sospeso e ne ho riaperti altri. Insomma, ho tracciato una strada.

Ed ora si riparte. Ci sono tanti viaggi da fare; sicuramente non saranno intensi come quest’ultimo ma…ne vedrete delle belle.

Sono tornato. E che musica sia!

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Cosa succede quando si viene sempre seguiti da nuvole?

21 09 2009

Questo

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Nel 1923 il grande fotografo Stieglitz terminò ed espose una sua ricerca sulle nuvole che chiamò “Equivalent”, termine che per Stieglitz significa “equivalenti alla mia visione di vita” ovvero “Il caos del mondo e la sua relazione con questo caos”.

Già…

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Sul perchè di un blog di viaggi e di una Bonneville

16 09 2009

Tra pochi giorni avroò l’onore ed il piacere di partecipare, anche per questa edizione, al Festival della Letteratura di Viaggio a Roma, presso la magnifica sede di Villa Celimontana.

Saraà l’occasione di segnalare il vincitore del nostro contest e di chiaccherare con Carlo Infante (il creatore del geoblog) ad Anna Maspero (la blogger di A come Avventura) su temi legati ad Internet e viaggi, geolocalizzazione, social network e nuove tendenze.

Ne vedremo e ne, spero, sentiremo delle belle e non vedo l’ora. Ci vediamo lì sabato 26 alle 14?

Ultimamente mi stanno riproponendo la domanda sul senso di un blog sui viaggi e, soprattutto, sulla…’frenesia’, sull’urgenza, di voler scriverer quasi in tempo reale il proprio vissuto errante.

La classica domanda da un milione di dollari che esige qualche ragionamento serio e, forse, noioso. Perchè lo devo anche a me stesso. E perchè deve esserci qualcosa oltre la semplice vanità e ricerca di consenso immediato. Sì, ci deve essere altro…

NG Alta fiordo ritorno a casa

Leggendo, in questi giorni, gli “Esercizi di Viaggio” di Ettore Sottsass, grande architetto e sensibilissimo viaggiatore, ho rafforzato la convinzione che si possa viaggiare in innumerevoli modi diversi.

Conosco chi viaggia nelle proprie memorie, chi nella propria stanza, chi nella propria solitudine, chi dietro l’angolo di casa sua, chi nel traffico quotidiano, chi nei libri. Ma c’è anche chi viaggia in luoghi sconosciuti, dentro paesaggi, memorie e visioni che non sono le sue, che non lo riguardano, che non gli appartengono. caponord5-web

Credo che la curiosità che spinge a viaggiare oltre i confini delle proprie memorie e della propria fantasia sia alimentata da un’inquietudine di fondo che spinge a cercare ai quattro angoli del mondo qualcosa. A cercare nelle storie e nei luoghi altrui l’ombra di se stessi… Non mi spingo fino a dire che si cerca se stessi, perchè sarei pretestuoso, mi limito ad un’ombra. Ad una breve intuizione del funzionamento del mondo. Il satori…

winter-roadCi si mette in discussione e si apre il cuore e la mente, pronti ad accettare le meraviglie della porta accanto o i disastri di paesi lontani e dimenticati, capendo che quello è il mondo e la vita che sarebbe potuta essere la tua ma non lo è stata. E ci si domanderà che cos’è realmente il mondo, questo piccolo campo di gioco che ci vede affannarci dalla mattina alla sera.

E alla fine, anche se non avremo trovato la risposta…quelle domande che ci saremo posti e la curiosità che ci ha spinto per strada (o anche solo la strada della memoria o di una fantasia di carta) ci avrà regalato un bel viaggio. Il ritorno, forse, coinciderà con l’andata. E si capirà che alla fine….tutto torna. I conti tornano sempre…

Perchè scriverlo? Perchè voler condividere istantaneamente la bellezza del mondo o il dolore delle tragedie degli uomini che lo stanno distruggendo? Perchè è vero che spesso si viaggia da soli ma è altrettanto vero che a volte è bello anche viaggiare in compagnia (virtuale, in questo caso) e rimandare ad altri la sensazione di poter essere in viaggio anche se confinati in una stanza. aurora-1-16-marzo-07-web

Non sono un bacchettone ne’ un inguaribile romantico. So bene che molti storcono il naso davanti alle innovazioni tecnologiche che ci consentono di dire, mostrare, parlare immediatamente con la Rete mentre si viaggia. So anche, però, che la storia mondiale delle esplorazioni e dei viaggi è stata da sempre alimentata dai tentativi di migliorare il modo di viaggiare e di raccontare. Un viaggio assumeva realtà nel momento in cui poteva essere dimostrato, raccontato (anche per disegni fantastici). Faceva sognare intere popolazioni.

FORTUNA bwOra il progresso ci consente di accorciare i tempi tra il vissuto ed il narrato. E’ meno romantico, forse, ma a me piace così. Portarvi con me nei miei viaggi.E ultimamente nelle mie memorie…. Con la solita avvertenza…

Ho visto più di quel che ricordo….

e ricordo più di quel che ho visto….

Io viaggio per ricordare quando non sarò più in grado di farlo. Viaggio per capire che il mondo è bello e che si può cambiare sempre in meglio. Viaggio per rendermi conto che sono fortunato. Viaggio per ricordarmi che sono vivo.

Ed ora la Bonneville. Cosa c’entra una moto? Giusta domanda. C’entra.

Un’altra domanda che mi stanno facendo ultimamente, quando chi mi conosce ha saputo che avrei acquistato una Triumph Bonneville “vecchio stile”, è stata intrisa di sorpresa al non voler scegliere una moto “moderna, veloce, performante”.

Sapete perchè guido una Bonneville?

Per lo stesso motivo per cui suono una Fender Stratocaster, scatto con una Nikon F2 a pellicola, ascolto musica rock e raccolgo mappe antiche. Così come ballo in bianco e nero e vedo il mondo a colori. O perchè ho ricominciato ad ascoltare lp in vinile col rumore della polvere sulla testina del giradischi che rende la musica più vera.

Insomma, semplicemente perchè la vita mi piace così.

Antonio

PS e ora, dedico questa canzone a tutti colore che cercano, cercano, cercano qualcosa…





IL VINCITORE DEL CONTEST ANDATA e RITORNO

14 09 2009

contest-andata-e-ritorno-jpg1Sono molto felice di annunciare il vincitore del Contest “Andata e Ritorno”!

Si chiama Simone Campioni ed ha inviato due fotografie e didascalie che hanno messo d’accordo tutti.

Riteniamo che abbia benissimo interpretato un tema, l’andata ed il ritorno di un viaggio, che è apparso più difficile del previsto. Ripensandoci, sono stati bravi tutti (e sono stati davvero tanti) a sforzarsi di sintetizzare due tra i momenti più intensi di un viaggio. L’inizio e la fine, la partenza ed il rientro, l’andata ed il ritorno. Ma può essere anche una metafora della vita e delle relazioni umane, il trovarsi ed il lasciarsi, lo scontrarsi ed il rincontrarsi.

Il sogno e l’abbandono. Il saluto su una banchina e l’attesa di un messaggio.

Ed è in tal senso che il contributo di Simone Campioni ci ha colpiti. Non commento oltre e lascio a voi giudicare tra un attimo.

Intanto ringrazio tutti. Tutti quelli che si sono divertiti ad inviare le loro foto ed i racconti ed anche tutti coloro che pur non avendolo fatto hanno scritto supportando l’iniziativa.

L’appuntamento, adesso, è per il giorno 26 settembre a Roma, nei magnifici giardini di Villa Celimontana, presso la Società Geografica Italiana. Lì, al termine delle sessione delle 14:00 del Festival della Letteratura di Viaggio (dove sarò presente per discutere di Internet, blog di viaggio e nuove tendenze) premieremo Simone Campioni.

Sarà però un’occasione fantastica per vederci e conoscerti tutti. Spero di trovarvi lì.

Intanto vi lascio alle belle foto di Simone alle quali sono intimamente legate le didascalie che ha inteso realizzare.

Mi permetto, data anche la consuetudine “musicale” di questo blog, di segnalare una canzone di Ivano Fossati (già sentita su questo blog, peraltro) alla quale credo si leghi benissimo la prima didascalia.

Partenza

rid Ritorno ok





Il luoghi ed i momenti del tango. Una canzone triste in una città colorata

3 09 2009

Visto che sono stato invitato, sabato, al Festival di Marsciano, ad illustrare un estratto di un reportage fotografico sulla Terra del Fuoco ed un mini set di scatti sul tango, ripropongo qui un breve clip con alcuni scatti relativi, appunto, al tango.

O meglio, alla mia idea di tango. Che prescinde da considerazioni tecniche sul ballo e sugli artisti (pur ballandolo saltuariamente).

Sono convinto che sia i colori forti, saturi, sgargianti, dei “luoghi” del tango a Buenos Aires (ad esempio, il quartiere della Boca) sia le atmosfere rallentate, retro, fumose, in bianco e nero, delle milonghe, esprimano la nostalgia di quanti abbandonarono i loro Paesi per sempre.

I luoghi della quotidianeità furono colorati per coprire, mascherare, distrarre da un’innegabile povertà. Ed i momenti della nostalgia furono mantenuti…in bianco e nero.

Non so voi, ma io non riesco ad immaginare un tango a colori. Come non riesco ad immaginare Buenos Aires in bianco e nero.

Buon tango a tutti,

Antonio

Oppure cliccate qui per una versione a maggiore risoluzione





Riscoprire – senza fretta – la civiltà della pietra

1 09 2009

[si ricomincia con un po’ di musica. Ascoltate questa, fidatevi: SALENTO di Rene Aubry]

F2-3777Tornato alla base. Il Circolo dei Viaggiatori riapre i battenti facendo entrare aria nuova ed un po’ di luce. Un po’ di colpetti sulle poltrone ed una spolveratina qui e lì. Si riattacca la spina dello stereo e si rovista tra le fotografie delle ultime settimane.

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Ho riscoperto un pezzetto della mia Puglia. Qualche giorno nella valle incantata dei trulli, nel trullo magico acquistato l’anno scorso. Quotidiani chilometri in moto tra i tratturi imbiancati dalla polvere di un agosto torrido e senza una goccia d’acqua.

torrecanne-3875Muretti a secco testimoni di una ricchezza di pietra che costringe i contadini a coltivare la terra con minuscoli attrezzi per combattere ed estrarre pietra a pietra.

ostuni-3626La consapevolezza del termine “civiltà della pietra” o “umanesimo della pietra” che contraddistingue la valle d’Itria…

Gli scorci della natura e le viste (fotografiche) fugaci di rapidi passaggi umani tra le viuzze di Martina Franca nelle ore più assolate, quasi a voler scappare da un sole che non dava scampo, trasportando pesanti buste tornando dal mercato.

ostuni-3721Lecce-3800

La terra rossa e il cielo blu.

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Tramonti mozzafiato e castelli dei templari sugli scogli, affianco alle torri di avvistamento dei saraceni.

Pizzica, taranta e vino bianco. Tarallini e burrate.

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Trulli e masserie.

Pietre, pietre, pietre. E umanità dappertutto…

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Ho riscoperto la mia Puglia.

Bentrovati

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A proposito, vi ricordo che il 9 settembre scadrà il termine per la partecipazione al contest ANDATA E RITORNO. Mi raccomando! contest-andata-e-ritorno-jpg1

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