Nuvole, John Ford e il potere della camera oscura

21 03 2009

Per questo post nuvoloso e ventoso consiglio:

[consiglio musicale Ying: NUVOLE BIANCHE di Ludovico Einaudi]

[consiglio musicale Yang: CLOUDS di Patrice]

Chi mi conosce, ormai, sa della mia passione fotografica per le nuvole. Qualcuno dice che sono troppo invadenti nelle mie fotografie, altri le apprezzano, altri le detestano. Ma, insomma, e’ innegabile che ci siano e siano molto presenti. Le trovo affascinanti perchè, alla stregua di una più o meno folta capigliatura, diano un preciso carattere al cielo e a quello che si trova al di sotto. Una cornice, insomma.

Ma restando su un terreno prettamente fotografico, devo dire che sono sempre stato affascinato dai cieli dei western di John Ford. Avete presente quelle lunghe distese delle praterie americane? O la Monument Valley nella quale gli indiani comunicavano tra loro con i famosi segnali di fumo che, dopo un po’, si confondevano proprio con quelle magnifiche, immense nuvole bianche? Che spettacolo.

La fotografia di scena di John Ford fece scuola anche per quello. Per la profondità degli scenari e per le nuvole.

Ho fatto alcune foto al mare oggi. E riflettevo, rivedendole poco fa al computer, che basta poco (simulando un filtro rosso su una analogica e fingendosi in una camera oscura) per cambiare radicalmente il feeling di una situazione. Ecco la stessa foto con due trattamenti diversi:

 

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Sicuramente due atmosfere diverse. Quanto potere ha quindi un fotografo! E che meraviglia è una camera oscura (ancorchè digitale, sia chiaro). Ma allora la fotografia non è solo la registrazione di un attimo reale. E’ anche un mezzo per esprimere un umore? Chissà.

Intanto penso – e sorrido – al Club dei Contemplatori di Nuvole (Clouds Appreciation Society). Esiste davvero, giuro. Il loro motto, che sposo, è:

“La vita sarebbe decisamente più povera senza cirrocumuli”

Buon fine settimana a tutti,

Antonio

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ritorno in città

1 12 2008

[CON QUESTO POST INVERNALE SI ASCOLTA: NEANCHE IL MARE dei Negramaro]

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Giusto un saluto rapido. Abbiamo passato un bellissimo fine settimana al cTrullo, dove siamo stati accolti da tuoni e fulmini venerdì sera (niente luce, niente acqua, niente riscaldamento quindi, ma tante candele. Molto carino). Sabato e domenica (ieri) due splendide giornata invernali come solo la Puglia sa regalare.

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Ho sempre pensato che la luce abbia un’intensità diversa laggiù, e di conseguenza i colori sembrano più caldi.

Ieri mattina, come spesso facciamo durante i nostri we pugliesi, siamo stati al mare. Questa volta, per non andare troppo lontano, abbiamo scelto San Vito, dove c’è una splendida, piccola, sconosciuta ai più, Abbazia.

 

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Allo stato, contiene solo una chiesetta, alcuni appartamentinti ed un ristorante di livello. Si affaccia su un mare splendido e su un minuscolo porticciolo. La vita, soprattutto in quel porticciolo, sembra essersi fermata e il progresso non sembra essersi ricordato di passare. I pescatori annodano le reti come si faceva un tempo, “arricciano” i polpi come si è sempre fatto e colorano le loro barche di legno come gli hanno insegnato i loro nonni.

E ora siamo ritornati in città.

Se ne avete la possibilità, fate una passeggiata da quelle parti. Sulla Bari-Brindisi uscite a “San Giovanni/San Vito”. Non ve ne pentirete.

Antonio

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La Puglia in una foto (forse)

12 10 2008

Appena rientrati da un fine settimana nel nuovo trullo (il cTrullo, ve ne parlerò con calma tra qualche giorno).

Solita tappa, al rientro, in un posto splendido. Si chiama Forcatella ed è una minuscola (letteralmente) località nei pressi di Savelletri, a sua volta piccola località nei pressi di Fasano, a sua volta tra Bari e Brindisi (sembra una serie di scatole cinesi, non è vero?). Sul mare. Letteralmente SUL mare. Due case, due trattorie con tavoli di legno e plastica tra sabbia e scogli. Si mangiano ricci ed altri frutti di mare. In maniera semplice e a piatti da 50 alla volta.

Si beve vino bianco o la onnipresente birra Dreher. Che qui si pronuncia immancabilmente Dregheer, con pronunciato accento barese. Non c’e’ niente da fare, anche l’accademico più raffinato la pronuncia così. Dregher. Punto e basta.

Ebbene, forse la Puglia, la mia bellissima magica Puglia, è tutta racchiusa in questa foto. Mare, ricci, cielo blu, tavoli semplice e una birra dal nome straniero che non si capisce e quindi si adatta.

Forcatella, due case e tanti ricci.

Andateci.

Antonio

 

La Puglia in una foto

La Puglia in una foto