LULLABIES AROUND THE WORLD: viaggio nel mondo dei sogni/1

31 05 2009

[prima di andare a dormire, leggendo questo post, ascoltate: NAIMA di Angelique Kidjo]

Da sempre, da che mondo è mondo, le ninnananne hanno svolto un ruolo fondamentale. Hanno fatto addormentare i bambini, hanno tranquillizzato gli adulti che le cantavano, hanno distratto la mente da momenti brutti propiziando bei sogni, hanno raccontato storie, leggende, fiabe.madagascar-0198

Tutte le culture, anche le più lontane da noi, hanne le loro canzoni “della notte”. Tutte accomunate da melodie dolci, ritmi lenti e testi rassicuranti. Più che la musica delle feste, forse, le ninnananne legano i popoli.

Si può anche viaggiare così. Oggi ve ne propongo una di una cantante del Benin (ma ormai di fama internazionale).

Lei è Angelique Kidjo e la canzone è dedicata alla figlia Naima. Occhio alla chitarra di Santana che fa capolino di tanto in tanto… Francamente io….con quella chitarra nei paraggi non mi addormenteri affatto 🙂

Antonio

 

 

iquitos edit

Anche se non c’entra granchè…se non per il nome…ho ripescato un vecchio (antico?) video della performance live di John Coltrane (ah! quando c’era lui….) che suona, appunto, una sua Naima. Anche questa è una bella ninna nanna…

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Netglobers: il social network della sicurezza in viaggio

26 05 2009

[consiglio musicale per questo post:  SECURITY di Otis Redding  ]

Mi segnalano, e volentieri rilancio, la nascita di un nuovo social network. Si tratta della condivisione tra utenti delle informazioni relative alla salute ed alla sicurezza in viaggio.

Si chiama Netglobers e, anche se è nato da poco ed in è in fase beta, mi sembra molto interessante soprattutto in vista dell’estate 🙂

Antonio





SHOOT FOR CHANGE: vale la pena provarci….

21 05 2009

Un attimo di pubblicità per una nuova iniziativa.

Si chiama SHOOT FOR CHANGE ed è, a sua volta, una piattaforma di iniziative di fotografi (professionisti e non) a sfondo, contenuto e finalità sociali.

II banner s4c Jpeg

Comincio io stesso, tenendo domani pomeriggio, a Bari, un workshop sulla fotografia amatoriale i cui proventi andranno interamente in beneficienza per contribuire a finanziare dei campeggi estivi per i bambini abruzzesi terremotati ed in cura presso il centro di malattie del sangue dell’ospedale dell’Aquila.

S4C, l’acronimo di Shoot For Change, sarà proprio questo. Un cappello da indossare per chi crede che con una fotografia si possa cambiare il mondo.

Sicuramente è utopistico e da incoscienti.

Ma, in fondo…

se si è così incoscienti da credere che si può cambiare il mondo….

……è così che lo si cambia.

SHOOT FOR CHANGE!

banner S4C





Ho capito una cosa. Non c’entra niente ma è divertente

20 05 2009

[per questo post leggero ascoltate: JOE LE TAXI di Vanessa Paradis]

Mettiamo un attimo da parte viaggi, foto, blog, iniziative e tutto il resto. Giusto un paio di minuti di riflessione 🙂

L’altro ieri ho capito chi sarei e cosa farei in un’altra vita o in un’altra dimensione.

La moto mi aveva mollato, come sempre più spesso succede (è vecchietta, poverina), al termine di una di quelle giornate che vorresti cancellare, spostare nel cestino di Windows e svuotarlo definitivamente…

Prendo un taxi. E già lì avrei dovuto capire…. L’autista, faccia pacioccona simpatica, sui 40, accaldato, prima di partire chiede scusa e si attacca alla bottiglia d’acqua. Se la scola scusandosi ma ha caldo.

Durante il tragitto mi illustra le terme di Caracalla&co ma gli dico che abito a Roma da una vita ormai etc etc. Poi, consapevole di essere stato un po’ brusco, mi scuso e gli spiego che avevo avuto una giornataccia.

“Eh, sì, adesso sarebbe proprio da starsene a casa sul divano, vero?”, “Sì”, “Sì, vero? Quindi anche lei starebbe sul divano?”, “Sì”

Silenzio. Dopo qualche minuto:

“Le piace questa macchina?” (una Fiat Multipla)

“Beh, sì…(che potevo dire?) è…spaziosa, comoda”

“grazie. Sono contento. Quindi anche lei la trova comoda?”, “Sì, ripeto, è comoda”

“Quindi anche lei avrebbe scelto questa macchina, vero?”, “Sì, credo proprio di sì, avrei scelto questa” (ragazzi, che potevo dire!!!!!)

io: “e anche pulita e confortevole”

“Sì! Le piace? Mi fa piacere. Quindi anche lei ha notato che è pulita e confortevole?”, “Sì, sì”, “E quindi anche a lei piacerebbe tenerla così questa macchina?”, “Certo, come no!” (e già a questo punto la conversazione era diventata surreale…)

dopo un paio di minuti faccio lo sbaglio di dire: “Allora, ti piace fare il tassista? Da quanto tempo lo fai”

“Da un anno e mezzo, sì sì mi piace tanto. Vorrei lavorare anche di più ma i miei colleghi si arrabbiano. Vorrei cambiare turno e fare la “mezza notte”, “Cioè?”, “Dalle 17 all’una”, “Bel turno” (e lì ho detto una cavolata, così, per dire qualcosa…non l’avessi mai fatto”

“Ah! Allora anche tu sceglieresti quel turno?” “Beh….sì….direi di sì… è un bel turno” (e mi lancio in un’ardita argomentazione sulla bellezza di un turno dalle 17 all’una di notte…)

“Che bello, allora anche tu lo faresti”, “Sì, ti ho detto di sì….a proposito…come ti chiami….Salvatore, vero?” (avevo letto il cartellino del nome: XXX Salvatore Massimiliano, due nomi)

“Sì, ma è meglio Massimiliano, è più giovanile, non credi?”, “Sì…direi di sì…” (e che potevo dire)

“Ah! Che bello! Quindi anche tu sceglieresti di farti chiamare Massimiliano, vero?”, “Sì, è un bel nome. Credo che l’avrei scelto”

E così via… L’intero tragitto è stato un susseguirsi di scambi surreali.

Alla fine, frastornato da quel simpaticone, ho capito una cosa.

In un’altra vita io farei il tassista, nel turno di notte, con una Fiat Multipla ben pulita. E mi chiamerei Massimiliano. Anche voi, vero?

🙂

A

(spettocolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)

(spettacolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)

(spettocolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)

(spettacolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)(spettacolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)

(spettacolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)

(spettacolo di e sulla strada/Roma, via Cristoforo Colombo)





Imago 1.0

16 05 2009

Sono molto contento di inaugurare oggi un nuovo spazio su questo blog.  Sarà gestito da Pierfrancesco Matarazzo che, sono certo, molti di voi conosceranno quale scrittore e poeta incredibilmente sensibile e aperto a nuovi stimoli.

L’idea è nata tempo fa, durante un semplice aperitivo.

“sai, ho un blog di viaggi, fotografia, chiacchere”

“bello”

“senti…ma tu…non è che…”

“ci sto”

Questo è tutto. Ci siamo capiti. Ed eccolo qui…

IMAGO 1.o

Benvenuto,

Antonio





San Nicola ha fatto la grazia/grazie a San Nicola

12 05 2009

[Consiglio musicale Ying: FIREWORKS di Moby]

[Consiglio musicale Yang: CALÈ BARI degli Ojos de Brujo]

La festa di San Nicola a Bari, a maggio, non è solo una festa religiosa. Tutt’altro…

Premetto  che:

1. si festeggia non il Patrono

2. San Nicola è forse il primo santo “rubato” della storia. Lui se ne stava buono buono in Turchia e noi baresi siamo andati a prenderlo di nascosto. Ma vabbe’…. E infatti! Quello che si festeggia è l’arrivo delle spoglie di San Nicola con la caravella. E la festa, bellissima, e’ tutta sul mare.

Ecco, è una festa popolare che dura due giorni, tutta rivolta da terra verso il mare. 

Bari è una bella città che, come dicono i sociologi,  volge le spalle al mare. Il piano urbanistico, infatti, ha da sempre quasi schermato il mare costruendo bellissimi palazzi ma senza una vera vita sul litorale.  Cosa che, peraltro, e’ molto cambiata negli ultimi anni.

Ad ogni modo, San Nicola riporta tutti sul lungomare e fa rivolgere gli sguardi verso lo skyline della cattedrale, della chiesa di San Nicola, Bari vecchia, che si specchiano sul mare piatto, di notte, e vengono illuminati da meravigliosi fuochi d’artificio. Due giorni di spettacoli pirotecnici (il secondo, si tratta di una gara che sceglierà chi “sparerà” per San Nicola l’anno successivo).

Su lungomare avviene di tutto. Famiglie che si portano sedie e tavoli da casa per passare la nottata ammirando fuochi e mare; innamorati che bevono birra al chiaro di luna; bbq improvvisati dove arrostiscono zampine (salsicce) e ‘gnumerdd (involtini di interiora. Squisiti, tranquilli), palloncini vari, spettacoli delle Frecce Tricolori…

E quest’anno, poi…si è aggiunto il miracolo. Durante i già rumorosi festeggiamenti, verso le 22:30, si alza un ulteriore boato. E improssivamente la città diventa bianca e rossa. La squadra del Bari (anzi, LA Bari, in un inspiegabile, ma in effetti comprensibile, femminile) festeggia con tre giornate di anticipo la promozione in serie A grazie alla sconfitta del Livorno.

E’ il tripudio. Non accadeva da anni. Tutto merito di San Nicola, ovviamente, noto tifoso di calcio (nonostante lo si rappresenti con tre piccole sfere in mano).

Da quel momento in poi i ricordi si fanno abbastanza confusi…tra odori di birra, clacson, trombe, fumogeni, urla “me’!!! fate passare ALLA Gazzetta del Mezzogiorno” alla semplice vista della macchina fotografica…

San Nicola ha fatto la grazia. Grazie San Nicola

🙂

Antonio

PS ecco una breve galleria fotografica di quella sera (fortuna avevo la macchina fotografica con me)

 

(CLICCA PER LA GALLERY)

(CLICCA PER LA GALLERY)





foto, musica, viaggi: Pause, Rewind, Forward

11 05 2009

 [Consiglio musicale Ying: EN MODE PAUSE dei Mystik]

[Consiglio musicale Yang: REWIND degli Stereophonic]

 Ieri sera ho spuntato un’altra tacca nella lunga lista dei miei “concerti della vita”. E’ un elenco di concerti di artisti con i quali sono cresciuto (musicalmente e non) fin da piccolo e che ho sempre sognato di vedere dal vivo. La lista è quasi completa (ahi ahi, segno del tempo che passa…).

E’ stata la terza volta che vedevo Jackson Browne dal vivo ma è stata, dopo la prima, la più intensa. Nel, più o meno, 1984 o 1985, venni a Roma a vederlo con un amico. Fu il mio primo concerto in assoluto ed ho ancora i brividi al pensiero. Running on Empty, Rosie, The Road, The Load-Out, Fountain of Sorrow. Mamma mia ragazzi….

Insomma. Ieri il pagano rito del miracolo musicale si è compiuto nuovamente. La grande messa cantata del rock è stata celebrata. La retorica musicale si potrebbe spargere in abbondanza ma non mi lascerò andare 🙂  (si nota tanto che sono ancora emozionato?).

Piuttosto, pensavo che se è vero che il click di una macchina fotografica mette in “pausa” la vita congelando un momento…è altrettanto vero che la musica non ha questo effetto. Al contrario, è un po’ come premere il pulsante Rewind sul proprio lettore musicale (notate, vale per un registratore a cassette analogico, un lettore CD, mp3. Insomma vale per tutto) ed andare indietro nel tempo.altra colonna

Dicevamo…la fotografia  è il tasto Pause, la musica Rewind…e Forward? Beh, sicuramente i viaggi. O meglio, l’idea dei viaggi. Che fa accelerare il tempo con la voglia di partire ed il gusto di immaginare ciò che si vedrà e che si scoprirà.

pozzanghere-0707

 

 

 

Ecco, ancora una volta, foto-musica-viaggi sono legati 🙂

Vi regalo una vecchia versione di Running on Empty di JB. Quando l’ha suonata ieri sera non sono riuscito a stare fermo…

Antonio