IMAGO 1.0

[I CONTENUTI DI QUESTA PAGINA SONO CURATI DA PIERFRANCESCO MATARAZZO]

 

IMAGO 1.0

Un blog di viaggi.

Bene. Siete pronti a partire?

Avete preparato borse, zaini, tracolle, marsupi e ogni genere di ammennicolo con lacci e lacciouli da chiudere, aprire e richiudere, con ansia crescente, durante tutto il tragitto che ci apprestiamo a compiere?

Siete traboccanti di entusiasmo, voglia di conoscere qualcosa di diverso e soprattutto in grado di riprodurre una poderosa scorta di adattabilità agli imprevisti?

Siete pronti a sorprendermi durante il nostro percorso con domande, idee, nevrosi e manie degne del più astruso e imperdibile compagno di avventure?

Se la risposta è affermativa a tutti i quesiti, state mentendo! E questo vi dà una possibilità in più di scoprire il vantaggio del viaggio che vi sto per proporre, ricordandovi che, una volta attraversato i cancelli di questo gate, non potrete tornare indietro, o almeno a me piace pensarla così e, visto che sono io a decidere – per ora – il corso degli eventi, non avete scelta.

 Provate a chiudere gli occhi.

Immagine 8

Sì, proprio ora.

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Senza paura.

Immagine 5

 

 

 

 

 

Non è difficile, lo fate continuamente in maniera involontaria, questa volta dovete solo sceglierlo.

Immagine 6

Non è l’inizio di una meditazione new age e non vi sottoporrò a qualche astruso rituale di rilassamento, state tranquilli, ho sempre diffidato di questi strumenti.

Voglio soltanto provare a stimolare una delle vostre principali caratteristiche in quanto esseri umani, il cui utilizzo ci distingue, almeno formalmente, dalle altre specie viventi.

Qualcosa di cui molti di voi sentiranno l’esigenza a fine giornata, quando il collo da cybernauta comincia a sgretolarsi in tante piccole fitte ritmiche e i tendini della mano con cui adoperate il mouse sono mutati in gesso.

No, non sto parlando di sostanze psicotrope, né di bisogni primari, quali il cibo, il sesso, la partita a calciotto o l’acquisto compulsivo di un paio di stivali zebrati abbinati agli occhiali da sole.

Immagine 7

Sì, so che pensavate di averla usata tutta quando, a sedici anni, avete deciso di regalare una poesia in versi sciolti (ossia senza rispettare alcuna regola di metrica e ritmo) alla vostra dolce metà del tempo, osannando la peculiarità dei suoi occhi paragonati al sole del mattino.

Ma non è così!

L’immaginazione è uno strumento che è presente in tutti noi, va soltanto utilizzata e utilizzata e utilizzata, fino a che un giorno scoprirete che partirà in automatico davanti alla più piccola sollecitazione del mondo esterno ed interno (il vostro animo).

Questo vale anche per chi è stato lasciato dalla dolce metà in questione, dopo averle/gli consegnato la poesia di cui sopra. Non ho mai detto che l’immaginazione porti sempre a qualcosa di buono, ma parafrasando Voltaire: “ se non porterà nulla di buono, porterà sicuramente qualcosa di nuovo.”

E con questo ho esaurito lo spazio citazioni settimanale, quindi non vi preoccupate.

Allora proviamoci.

Chiudete gli occhi, magari assicurandovi prima di essere soli ed iniziamo.

NULLA?

Immagine 9

Certo che non vi dirò a cosa pensare, altrimenti sarebbe un’immaginazione forzata. Decidete voi da cosa cominciare.

Vi suggerisco di iniziare con qualcosa di semplice:

Immagine 10

Qualcosa del genere. Vi siete mai chiesti perché a teatro i fondali spogli siano neri e non bianchi?

La mia idea è che nel nero ci sia già tutto quello che serve per creare un’immagine, basta solo togliere l’eccesso.

Pensate al fondale nero come alla vostra giornata, sì, proprio la giornata di oggi e iniziate a togliere tutte le parti che non vi sono piaciute, poi eliminate tutte le emozioni minori e quelle che non hanno aggiunto niente al vostro essere.

A questo punto scegliete un’immagine, una sola da cui cominciare, può essere anche una sensazione, un piccolo dolore, una malinconia, un‘euforia incontrollata (quest’ultima molto meno comune).

Ecco, quella è l’inizio del vostro prossimo viaggio, anzi del nostro.

Ciò che chiedo ad ognuno degli incauti navigatori che si sono imbattuti in questo testo è di provare a focalizzarsi sull’immagine che è venuta loro in mente e di iniziare a “popolarla” con una storia.

Fra tutti coloro che mi scriveranno con il loro “fondale”, sceglierò l’inizio del nostro viaggio, da proporvi la prossima volta sul blog, come primo capitolo della nostra storia, di fatto vi sto ingaggiando tutti come “generatori di immaginazione”, quindi non mi deludete!

 Avvertenze e Prescrizioni per il lettore:

1) Coloro che abitualmente si sono cimentati nella lettura di almeno un libro durante l’ultimo anno solare saranno avvantaggiati;

2) Scoraggiamo l’utilizzo di idee prese dagli attuali format televisivi, sia perché protetti da copyright, sia perché responsabili di aver bruciato gran parte della vostra attitudine all’utilizzo di quello strano oggetto che vi ritrovate sul collo;

3) Non è importante l’abilità nello scrivere quanto l’idea sottostante che proverò a trasformare nel tema della prossima uscita del blog;

4) Se state leggendo anche la quarta nota probabilmente siete degli ossessivi compulsivi con la mania per le scritte piccole e quindi dei potenziali creativi.

Andate subito a scrivermi una mail!

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5 responses

16 05 2009
Imago 1.0 « IL CIRCOLO DEI VIAGGIATORI

[…] IMAGO 1.0 […]

17 05 2009
Godot

Bell’idea!

17 05 2009
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

Sì, lo credo anch’io!

20 05 2009
Pierfrancesco

Toc…Toc…
Non vi sarete mica fatti spaventare dalle mie disquisizioni sull’immaginazione, vero?
So che fremete per comunicarmi l’ultima fuga dalla vostra mente o più semplicemente dalla vostra “detestabile” attitudine alla razionalizzazione.

E allora forza!
Mi basta anche una piccola ideuzza, striminzita e vogliosa di farsi scoprire.
Inseritela qui, nei commenti ad Imago 1.0 e cercherò di farla diventare l’inizio del nostro viaggio.

15 06 2009
la Gatta

probabilmente è banale, ma io partirei….dal mare…
e soffrendolo da morire quando ci navigo sopra, partirei dalla sua riva….

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