Nella Terra dei Senza Terra….

20 07 2010

Vi segnalo il sito di Shoot 4 Change (la fatica che, come sapete, mi sta tenendo lontano da questi lidi…)

Ed in particolare il viaggio on the road di Gaia Squarci al seguito del fotografo (anch’egli S4Cer) Giulio Di Meo nella Terra dei Sem Terra. Ovvero il Maranhao, stato del Nord Est del Brasile, dove intere comunità di contadini, sfruttati dalle enormi multinazionali, hanno – negli anni – occupato vaste zone del Paese per costruirvi i loro insediamenti urbani.

Sono storie di povertà, di assenza di servizi, di lotte per il riconoscimento dei diritti civili, di lotte contro una natura violenta.

Insomma, è una storia di viaggio raccontata, on the road, e tra mille difficoltà, da Gaia sul nostro S4C.

Date un’occhiata….

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ROAD MUSIC – buon compleanno AC/DC

14 07 2010

15 luglio 2010: uno dei più potenti album della storia del Rock compie 30 anni.

Era il 15 luglio 1980 quando gli AC/DC pubblicano Back in Black in onore di Bon Scott, il cantante trovato morto nella sua auto…

Non si persero d’animo e ritornarono, più incazzati che mai, con il nuovo cantante Brian Johnson e l’album Back in Black.

Abbiamo tante volte parlato di musica on the road su questo blog. Gli AC/DC non possono mancare in NESSUNA playlist.

Oggi, in omaggio ai 30 anni di quello straordinario album, ripropongo una versione bluegrass del classico Highway to Hell:

Ed ora, se permettete, dopo la divertente versione country (adatta ad un viaggio on the road in Texas, Lousiana, etc…)…accostate la macchina, cambiate playlist….alzate il volume al massimo, riaccendete il motore, scegliete un interminabile rettilineo stradale nell’outback australiano e guastetevi questa:





Halloween a Georgetown. Ovvero, il lato divertente di DC

1 11 2009

Tra due ore ho un volo che mi riporterà in Europa. Sono contento e soddisfatto. E’ andata molto bene qui e sono felice di rientrare.

 

Pumpkin!

Helloween in Georgetown

 

 

Ieri sera ho vissuto un vero spaccato di vita americana, avendo avuto la fortuna di trascorrere Halloween con degli amici a Georgetown (un quartiere molto carino e vivace di Washington, città altrimenti non proprio colorata).

 

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Adesso devo correre, perche’ non ho ancora preparato la borsa ma vi lascio con alcune foto che spero vi diano il senso della serata. Ho davvero capito che e’ una festa fortemente radicata nelle tradizioni americane (quasi a cementare il rapporto con la loro cultura prevalentemente nordeuropea).

 

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Chissà da quanto sta aspettando quel bambino...

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Le case di mattoncini rossi vengono letteralmente ricoperte di ragnatele e mostri di varia foggia e dimensione, migliaia di zucche vengono comprate in finte farms (dove, giuro, mi dicono che queste zucche NON vengono coltivate ma solo appoggiate a terra per dare l’impressione che lo siano e far vivere cosi’ una vera tradizione di acquisto in campagna….), i supermercati vengono svaligiati di tutte le caramelle. Occorre fare scorta per tutti i bambini che verranno a bussare…

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L’ho vissuto da entrambi i lati. In compagnia di alcuni bambini dei miei amici, per strada, chiedendo caramelle o minacciando uno scherzetto (nel mio caso, una fotografia, vestito da Freddy Kruger!) e, dopo, in casa, aprendo la porta e trovandomi mostri vari e famelici di dolci….

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Ho provato a spalancare la porta e anticipare il mostriciattolo chiedendo a lui “Scherzetto o dolcetto”. E’ stato bellissimo vedere la sua faccia spiazzata…

“But..but…ehm…I don’t know…I’m supposed to say that….”

😉

Antonio

PS ed ora vi lascio con un po’ di musica. Mi piace scoprirne di nuova quando viaggio. Questo è un gruppo che non conoscevo e che ho ascoltato tanto qui. Si chiamano Sister Hazel. Buon ascolto





Il luoghi ed i momenti del tango. Una canzone triste in una città colorata

3 09 2009

Visto che sono stato invitato, sabato, al Festival di Marsciano, ad illustrare un estratto di un reportage fotografico sulla Terra del Fuoco ed un mini set di scatti sul tango, ripropongo qui un breve clip con alcuni scatti relativi, appunto, al tango.

O meglio, alla mia idea di tango. Che prescinde da considerazioni tecniche sul ballo e sugli artisti (pur ballandolo saltuariamente).

Sono convinto che sia i colori forti, saturi, sgargianti, dei “luoghi” del tango a Buenos Aires (ad esempio, il quartiere della Boca) sia le atmosfere rallentate, retro, fumose, in bianco e nero, delle milonghe, esprimano la nostalgia di quanti abbandonarono i loro Paesi per sempre.

I luoghi della quotidianeità furono colorati per coprire, mascherare, distrarre da un’innegabile povertà. Ed i momenti della nostalgia furono mantenuti…in bianco e nero.

Non so voi, ma io non riesco ad immaginare un tango a colori. Come non riesco ad immaginare Buenos Aires in bianco e nero.

Buon tango a tutti,

Antonio

Oppure cliccate qui per una versione a maggiore risoluzione