Il luoghi ed i momenti del tango. Una canzone triste in una città colorata

3 09 2009

Visto che sono stato invitato, sabato, al Festival di Marsciano, ad illustrare un estratto di un reportage fotografico sulla Terra del Fuoco ed un mini set di scatti sul tango, ripropongo qui un breve clip con alcuni scatti relativi, appunto, al tango.

O meglio, alla mia idea di tango. Che prescinde da considerazioni tecniche sul ballo e sugli artisti (pur ballandolo saltuariamente).

Sono convinto che sia i colori forti, saturi, sgargianti, dei “luoghi” del tango a Buenos Aires (ad esempio, il quartiere della Boca) sia le atmosfere rallentate, retro, fumose, in bianco e nero, delle milonghe, esprimano la nostalgia di quanti abbandonarono i loro Paesi per sempre.

I luoghi della quotidianeità furono colorati per coprire, mascherare, distrarre da un’innegabile povertà. Ed i momenti della nostalgia furono mantenuti…in bianco e nero.

Non so voi, ma io non riesco ad immaginare un tango a colori. Come non riesco ad immaginare Buenos Aires in bianco e nero.

Buon tango a tutti,

Antonio

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I luoghi ed i momenti del tango: colore e bianco e nero

23 03 2009

Indossate le scarpe da tango e ascoltate…

[consiglio musicale Ying: POR UNA CABEZA di Carlos Gardel, un meraviglioso classico]

[consiglio musicale Yang: GENTE QUE SI di Carlos Libedinsky, bellissima!]

Ieri sera, in una bellissima milonga romana, ho incontrato il mio insegnante di tango. tango-00822Non ci vedevamo da parecchio tempo, per varie vicissitudini. E’ stato un bellissimo incontro che ha contribuito a riaccendere la voglia di studiare il tango e, soprattutto, a ballarlo (che si era, colpevolmente, affievolita ultimamente per pigrizia).

tango-04521Chiaccherando di possibili iniziative insieme (come si suol dire…stiamo lavorando per voi. Vedrete…) mi ha fatto ripensare ad un magnifico viaggio in Argentina dell’anno scorso. Ne parlai diffusamente sul vecchio blog e le foto, soprattutto quelle in Patagonia e Terra del Fuoco, sono un po’ ovunque (spinte in giro dal mio “sano” egocentrismo).

Mi soffermo, però, solo un attimo sul tango e sulle suggestioni ricevute a Buenos Aires. Suggestioni che poi si sono concretizzate in un concept fotografico (su Flickr, dove vi rimando se ne avete la pazienza) fondato sull’idea che il tango trae la sua origine, ed alimenta la sua anima, dalla malinconia. Declinata da e per soggetti diversi (marinai, emigrati italiani, amanti persi).

Se è vera la definizione che il tango è un pensiero triste che si balla. E’ altresì vero che Buenos Aires è una città molto colorata.  Ed ecco l’idea. Dare un volto al concetto che la malinconia degli emigrati, la nostalgia per la loro terra d’origine, lo spleen esistenziale, i dolori amorosi per le famiglie lasciate a casa….hanno trovato, a Buenos Aires, una doppia rappresentazione. tango-04591

I luoghi del tango, quindi, sono estremamente colorati. E di converso, scatti molto contrastati, taglienti, forti e vivi. Immagini del quartiere popolare della Boca, dove tutto è nato.

I momenti del tango, invece, sono in bianco e nero. Quando si attraversa la soglia di una milonga, si torna indietro nel tempo. L’otturatore della macchina fotografica si prende il suo tempo, proprio come un ocho atràs segue la voce di Gardel…. Pennellate di grigi che lasciano solo intravedere le espressioni appassionate dei ballerini.

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Insomma, le due solite facce della stessa medaglia (un po’ come i due consigli musicali di oggi).

tango-02531La malinconia non è sempre in bianco e nero. Può anche essere colorata.

 

 

Il tango è anche questo.

Antonio

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