Sul perchè di un blog di viaggi e di una Bonneville

16 09 2009

Tra pochi giorni avroò l’onore ed il piacere di partecipare, anche per questa edizione, al Festival della Letteratura di Viaggio a Roma, presso la magnifica sede di Villa Celimontana.

Saraà l’occasione di segnalare il vincitore del nostro contest e di chiaccherare con Carlo Infante (il creatore del geoblog) ad Anna Maspero (la blogger di A come Avventura) su temi legati ad Internet e viaggi, geolocalizzazione, social network e nuove tendenze.

Ne vedremo e ne, spero, sentiremo delle belle e non vedo l’ora. Ci vediamo lì sabato 26 alle 14?

Ultimamente mi stanno riproponendo la domanda sul senso di un blog sui viaggi e, soprattutto, sulla…’frenesia’, sull’urgenza, di voler scriverer quasi in tempo reale il proprio vissuto errante.

La classica domanda da un milione di dollari che esige qualche ragionamento serio e, forse, noioso. Perchè lo devo anche a me stesso. E perchè deve esserci qualcosa oltre la semplice vanità e ricerca di consenso immediato. Sì, ci deve essere altro…

NG Alta fiordo ritorno a casa

Leggendo, in questi giorni, gli “Esercizi di Viaggio” di Ettore Sottsass, grande architetto e sensibilissimo viaggiatore, ho rafforzato la convinzione che si possa viaggiare in innumerevoli modi diversi.

Conosco chi viaggia nelle proprie memorie, chi nella propria stanza, chi nella propria solitudine, chi dietro l’angolo di casa sua, chi nel traffico quotidiano, chi nei libri. Ma c’è anche chi viaggia in luoghi sconosciuti, dentro paesaggi, memorie e visioni che non sono le sue, che non lo riguardano, che non gli appartengono. caponord5-web

Credo che la curiosità che spinge a viaggiare oltre i confini delle proprie memorie e della propria fantasia sia alimentata da un’inquietudine di fondo che spinge a cercare ai quattro angoli del mondo qualcosa. A cercare nelle storie e nei luoghi altrui l’ombra di se stessi… Non mi spingo fino a dire che si cerca se stessi, perchè sarei pretestuoso, mi limito ad un’ombra. Ad una breve intuizione del funzionamento del mondo. Il satori…

winter-roadCi si mette in discussione e si apre il cuore e la mente, pronti ad accettare le meraviglie della porta accanto o i disastri di paesi lontani e dimenticati, capendo che quello è il mondo e la vita che sarebbe potuta essere la tua ma non lo è stata. E ci si domanderà che cos’è realmente il mondo, questo piccolo campo di gioco che ci vede affannarci dalla mattina alla sera.

E alla fine, anche se non avremo trovato la risposta…quelle domande che ci saremo posti e la curiosità che ci ha spinto per strada (o anche solo la strada della memoria o di una fantasia di carta) ci avrà regalato un bel viaggio. Il ritorno, forse, coinciderà con l’andata. E si capirà che alla fine….tutto torna. I conti tornano sempre…

Perchè scriverlo? Perchè voler condividere istantaneamente la bellezza del mondo o il dolore delle tragedie degli uomini che lo stanno distruggendo? Perchè è vero che spesso si viaggia da soli ma è altrettanto vero che a volte è bello anche viaggiare in compagnia (virtuale, in questo caso) e rimandare ad altri la sensazione di poter essere in viaggio anche se confinati in una stanza. aurora-1-16-marzo-07-web

Non sono un bacchettone ne’ un inguaribile romantico. So bene che molti storcono il naso davanti alle innovazioni tecnologiche che ci consentono di dire, mostrare, parlare immediatamente con la Rete mentre si viaggia. So anche, però, che la storia mondiale delle esplorazioni e dei viaggi è stata da sempre alimentata dai tentativi di migliorare il modo di viaggiare e di raccontare. Un viaggio assumeva realtà nel momento in cui poteva essere dimostrato, raccontato (anche per disegni fantastici). Faceva sognare intere popolazioni.

FORTUNA bwOra il progresso ci consente di accorciare i tempi tra il vissuto ed il narrato. E’ meno romantico, forse, ma a me piace così. Portarvi con me nei miei viaggi.E ultimamente nelle mie memorie…. Con la solita avvertenza…

Ho visto più di quel che ricordo….

e ricordo più di quel che ho visto….

Io viaggio per ricordare quando non sarò più in grado di farlo. Viaggio per capire che il mondo è bello e che si può cambiare sempre in meglio. Viaggio per rendermi conto che sono fortunato. Viaggio per ricordarmi che sono vivo.

Ed ora la Bonneville. Cosa c’entra una moto? Giusta domanda. C’entra.

Un’altra domanda che mi stanno facendo ultimamente, quando chi mi conosce ha saputo che avrei acquistato una Triumph Bonneville “vecchio stile”, è stata intrisa di sorpresa al non voler scegliere una moto “moderna, veloce, performante”.

Sapete perchè guido una Bonneville?

Per lo stesso motivo per cui suono una Fender Stratocaster, scatto con una Nikon F2 a pellicola, ascolto musica rock e raccolgo mappe antiche. Così come ballo in bianco e nero e vedo il mondo a colori. O perchè ho ricominciato ad ascoltare lp in vinile col rumore della polvere sulla testina del giradischi che rende la musica più vera.

Insomma, semplicemente perchè la vita mi piace così.

Antonio

PS e ora, dedico questa canzone a tutti colore che cercano, cercano, cercano qualcosa…

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4 responses

16 09 2009
moccia

per me l’importante è il viaggio e l’esperienza. Il mezzo non mi a mai interessato, infatti ogni volta che qualcuno mi chiede che attrezzatura uso per fotografare faccio un nome diverso, di modelli e marche. Il tuo bolg è utile a tutti perchè ci rendi partecipi delle tue esperienze.

16 09 2009
rotex

Chi sono? Dove sono? Perché lo faccio? E come devo farlo ?
Sono domande che continuo a pormi, ma un irrequieto come me, non riuscirà mai a trovare delle risposte, ed anche se le trovassi, non mi piacerebbero, ed è per questo che continuo a viaggiare, a casa, nel mondo, nella mia testa e nella testa degli altri.
Ma continuo a trovare solo altre domande che mi porteranno a cercare altre risposte, in cui troverò domande…. insomma nemmeno Mike Buongiorno sarebbe riuscito a mettere ordine ai miei quesiti ;))
Mi piace sentire l’odore della naftalina e della cera Ambra, in alcuni momenti riesco a sentire gli odori o i rumori della casa di mia nonna, ma è solo un attimo poi vengo rapito dalla navicella degli alieni …
rotex

16 09 2009
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

Moccia: grazie. Sono d’accordo con te, il mezzo è solo funzionale all’esperienza

Rotex: vecchio mio, lo sai che aspetto solo di capire quando partiremo insieme! 😉

11 10 2009
Gianfranco_R

che bel post!! ti capisco in tutto… non per niente io scatto con una Pentax MEsuper a pellicola e una Rolleicord Vb, e guido una MV Agusta 350 sport del 1972! Credo fermamente in quel “Semplicemente perchè la vita mi piace così…”, è la necessità di vederle il mondo diversamente, è l’aver capito che il sapore delle cose è tutt’altro rispetto a quello a cui potremmo accedere con tecnologia e menate varie, è quel modo di cercare che rende bella la ricerca anche nel caso alla fine non dovessi trovare niente…

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