Il piacere cinico del viaggio

30 03 2009

[consiglio musicale Ying: VIAGGIO IN 4 di Ennio Morricone]

[consiglio musicale Yang: TRAVEL IS DANGEROUS di Mogwai]

Non ho tanta voglia di scrivere oggi, ma voglio giusto segnalarvi quanto disse Jean Baudrillard a proposito dei piaceri del viaggio. Ebbene, lui che è un caposcuola del concetto di virtualità del mondo apparente, sosteneva che uno dei piaceri del viaggio consiste nell’

immergersi dove gli altri sono destinati a risiedere, e uscirne intatti, riempiti dell’allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte“.

Che dire…? A parte che il cinismo di una tale affermazione è piuttoso “evidente”..direi che, francamente, questo è un po’ vero. Ancorchè a livello inconscio o solo leggermente conscio, quando ci si immerge (in genere per brevissimo tempo) in una cultura totalmente diversa dalla nostra, la si approccia con la recondita soddisfazione di appartenere ad un “altro” mondo. Il problema è, almeno nel mio caso, che non riesco mai ad uscirne intatto e, soprattutto, “riempito dell’allegria maligna di abbandonarli alla loro sorte”.

Non so voi, ma a me non succede mai…

madagascar-0200

E visto che ci sono, lasciatemi dire una cosa. Qualche giorno fa ero a pranzo, tra gli altri, con un noto giornalista romano (etc etc etc), proprio durante il colpo di Stato in Madagascar. Un commensale ha chiesto, tra un boccone e l’altro, quale fosse la notizia del giorno. Io, di getto, ho risposto “il Madagascar”. E lui, invece, “ma no, a chi vuoi che gliene importi del Madagascar. E’ il Pakistan e il gasdotto etc etc etc”.

madagascar-0577

Ora, sicuramente aveva ragione lui. Cinicamente parlando. Però non posso fare a meno di pensare a quelli che ho conosciuto in Madagascar recentemente. Il bambino, Frederic, che abbiamo adottato a distanza. I missionari di Antananarivo che danno una speranza a centinaia di bambini, vivendo nel fango da anni. La gente che si lamenta della corruzione del Governo e del vedere passare davanti agli occhi gli aiuti internazionali che transitano e vanno a finire nelle tasche dei soli pochi noti…  E non dimentico neanche  (banalmente? Sono preda del solito…”bambinismo”?) il sorriso di quei bambini che nonostante tutto hanno ancora voglia di giocare e di essere allegri.

E così penso a loro che saranno stati terrorizzati di vedere l’esercito per strada. E magari c’erano anche loro tra quelli calpestati che si vedevano, distrattamente, in tv.

Certo, aveva ragione lui. Non era una notizia eclatante.

madagascar-0220

Ma che ci posso fare? Sono fatto così.

Antonio

 

Annunci

Azioni

Information

3 responses

30 03 2009
G.

certo che del madagascar non gliene frega niente a nessuno, ci mancherebbe!
anche a chi si riempie la bocca di belle parole, di solidaretà, umanità….
ho conosciuto missionari e bambini in madagascar e appena letto il trafiletto gli ho scritto, ben sapendo che la loro connessione non mi avrebbe dato una risposta veloce, ho scritto ai loro contatti in italia.

la risposta che ho ricevuto era tranquilla…stiamo bene, i bambini sono tornati a scuola.
qui le cose vanno così…
e la sua risposta mi è arrivata emntre alla televisone italiana politici di opposte fazioni e altri dello stesso schieramento sproloquiavano sul nulla gli uni contro gli altri…

già, lì le cose vanno così…qui vanno decisamente in un altro modo…

ma non mettiamoci ora tutti in coro a fare i buonisti.
perchè il tizio citato ha ragione… cinicamente ragione…
perchè da ogni viaggio torniamo cambiati, ma siamo NOI a cambiare, siamo noi a crogiolarci nel nostro cambiamento e nel nostro sentirci più buoni per un sentimento di compassione (nel senso letterario del termine) per chi è meno fortunato di noi.
ci piace raccontare di come siamo stati bravi e buoni e solidali, e magari anche sostenbili, ci piace mostrare lo sguardo triste dei bambini, o il loro sorriso nelle nostre fotografie…

ma poi?
quanto dura questo nostro “cambiamento”???
un giorno? un mese?
fino alla prossima arrabbiatura durante una stupida riunione di lavoro?

ogni esperienza dovrebbe (potrebeb) cambiarci, ogni giorno potrebbe essere un “viaggio” senza bisogno di andare mille miglia lontani…

si, forse il viaggio è un piacere cinico.
qualcosa che si fa per noi stessi e basta, alla ricerca di qualcosa da raccontare, di invidia da suscitare…magari anche di un cambiamento..
ma ogni volta, temo, solo e soltanto egoisticamente per noi…

30 03 2009
Godot

A me sinceramente davanti a cose del genere non importa tanto che la notizia sia “eclatante” o meno… non voglio nemmeno salire sul “carro” dei buoni… infatti me ne sto buona e tranquilla a casa invece che semmai correre ad aiutare chi ha bisogno… certo che però non definirla nemmeno una “notizia eclatante” è proprio da animalia sangue freddo! 😦

31 03 2009
Nicoletta

Concordo con G. Alla fine, il viaggio ed il cambiamento che ne deriva è solo qualcosa per noi stessi. Forse aumenta alcune attenzioni, sensibilità, ci sono anche cose che ci rimangono nel profondo… ma poi ritorniamo noi ad essere il centro del mondo.
Detto ciò, visto che non abbiamo scelto strade di ‘rinuncia’, meglio essere realisti e pensare che quel poco che facciamo è un nulla, ma almeno c’è. E non credo sia solo una giustificazione ‘morale’ a noi stessi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: