Silenzio

27 11 2008

SILENZIO

Questa volta niente musica su questo blog. Ciò che sta accadendo a Mumbai, è una ferita al cuore di uno dei Paesi che ha fatto della non violenza il suo tratto genetico. Certo, le tensioni tra hindu e musulmani sono ataviche e spesso sono sfociate in sanguinari scontri.

L’India ci è rimasta nel cuore dopo un viaggio bellissimo (raccontato a lungo sul mio vecchio blog e, ancora meglio, dalla gatta). Di foto ce ne sarebbero tantissime e, uno di questi giorni, ve le proporrò.

Oggi posto solo questo. Un ricordo di un tramonto color rosso sangue. Mi sembra tristemente appropriato.

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4 responses

27 11 2008
Nicoletta

Grazie per questo post. Anche a me addolora molto pensare che nel paese di Gandhi e della non violenza, si sia verificata una rottura così violenta. Un esempio che si infrange in mille pezzi.
Un pensiero ai miei amici indiani in giro per il mondo…

27 11 2008
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

già, mi unisco anch’io.

27 11 2008
Godot

Mi dispiace veramente tantissimo per i fatti di Mumbai…

27 11 2008
daniele

Anche io sono rimasto impressionato e addolorato…
Non sono ancora stato in India, ma ho ascoltato diversi racconti di persone che vi hanno viaggiato spesso e ho letto qualche buon libro: purtroppo l’India è anche violenza. L’eredità ghandiana rappresenta una parte ancora non maggioritaria. Cambiamenti epocali sono in atto: gli atti terroristici, quando provengono dalle frange hindu conservatrici ed estreme, rappresentano la protesta totalmente folle di chi si oppone a tali cambiamenti; anche l’estremismo islamico, ugualmente folle, ha una lunga tradizione di atti sanguinosi in India, ma rivolti contro gli induisti… in questo caso sembrerebbe l’ennesima “globalizzazione” del terrorismo dell’11 settembre… posso anche arrivare a comprendere le radici di tutto questo odio, ma davvero non posso giustificarlo in alcun modo. La nostra generazione ha un compito gravoso: impedire che il mondo cada preda della barbarie, tanto più difficile ché essa non vive su una sola sponda ma un po’ su tutte… va be’ il discorso si fa troppo vasto.

Mi dispiace di cogliere proprio un’occasione così tragica, però ci tengo a dirti, caro Antonio, che il tuo blog è veramente speciale: hai delle grandi passioni e le trasmetti benissimo. A presto.

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