Tornate indietro appena potete: suggestioni all’inizio e alla fine del mondo

21 11 2008

[QUESTO POST PRE-FINE SETTIMANA SI LEGGE ASCOLTANDO: FINIS TERRAE di Kristen Noguès]

L’annunciato, brusco, calo delle temperature mi ha fatto venire in mente, stamattina, alcune situazioni fredde nelle quali mi sono trovato. Posti estremi. Non per le temperature in se’ (tutto sommato molto miti) ma per cio’ che rappresentavano.

Riassumo, e semplifico, con due foto.

La prima, scattata a Capo Nord:

miei passi all'inizio del mondo

Capo Nord: miei passi all

La seconda, invece, scattata, pochi mesi dopo, nel lembo estremo del Sud Africa:
Passi

Passi

Alfa e Omega, davvero. L’inizio e la fine del mondo. Un lunga linea verticale che unisce due luoghi solo apparentemente distanti ma in realtà relativamente vicini e che hanno in comune la collocazione ideale all’estremo; alla fine; al confine del mondo conosciuto.
Ne scrissi a profusione sul “vecchio” blog e non lo rifarò qui per non annoiare i nuovi-vecchi amici.
Procedo, però, per immagini e ricordo che in entrambi questi luoghi “estremi” – e in comune con tutti i posti simili di frontiera – c’erano le solite indicazioni di direzione di città molto distanti. A voler ricordare, se ve ne fosse stato bisogno, la distanza fisica da tutto il resto del mondo conosciuto:
Kirkenes

Kirkenes

Capo di Buona Speranza

Capo di Buona Speranza

Non vi annoio con commenti, storie, raccontini etc.  Voglio solo rimettere a posto nella mia memoria alcune suggestioni.
Che sigillo giusto con un aneddoto divertente ma, forse, rivelatore dello spirito di un viaggiatore.
Atterrati a Kirkenes, nel Finnmark norvegese, una sonnolente cittadina sul mare di Barents al confine con la Russia, ci attendeva la notte artica. Una lunghissima, fredda, scivolosa, oscurità. Molto affascinante, a dir la verità.
Accesi, per gioco, il mio navigatore Tom Tom appena sceso dall’aereo. Evidentemente era rimasto settato sull’ultimo percorso effettuato, a Roma ovviamente.
Dopo qualche secondo, giusto il tempo di agganciare i satelliti (cosa facilissima in quella zona…), una voce ruppe il silenzio nel pulmino che ci portava in paese:
“Appena potete, tornate indietro”
e indicava la strada.
Forse è la cosa più saggia che un viaggiatore vuole sentire quando si trova in un luogo estremo: la via di casa. Magari non ha nessuna intenzione di intraprenderla. Ma è bello sapere dov’è.
Antonio
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3 responses

21 11 2008
stella

…a volte decidiamo di fare dei viaggi anche per poter dimenticare “la via del ritorno”..

infatti come dice Irene Grandi:”Prima di partire per un lungo viaggio devi portare con te la voglia di non tornare più”

21 11 2008
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

Non mi e’ mai capitato, ma credo possa essere vero…

22 11 2008
Godot

Bellissimo! 😀

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