Decalogo del viaggiatore lento – le regole

6 10 2008

[CON QUESTO POST SI ASCOLTA: Para me apopse para me di Glykeria]

Riporto qui il decalogo del viaggiatore lento. Mi rendo conto che alcune regole sono assolutamente condivisibili, altre scontate, altre no. Parliamone.

——-

1) Cercare la bellezza a due passi da casa, evitando i “non luoghi” e possibilmente i luoghi comuni. (Ricercare luoghi in cui respirare il senso del tempo, sentire l’odore della vita e delle sue stagioni).

2) Diventare viandante, pellegrino, cavaliere, ciclista, alpigiano, pedone, velista, pescatore. (Itinerari consigliati: da Venezia a Pechino in bicicletta, a piedi da Abbadia Lariana a Colico lungo il lago di Como, da Finale Ligure a Noli lungo i cinque ponti della Val Ponci, sulla Via Francigena da Poggibonsi a Siena, sul sentiero dell’Inglese da Pentadattilo ad Amendolea, sulla barca in tramaglio, schietta e impostatella da Procida a Ischia, sulla montagna di Annibale nell’Oltrepò Pavese, sul Sentiero della Chiocciola nei boschi del Vergante).

3) Scrivere sul frigorifero di casa: “C’è ben più nell’esistenza che incrementarne la velocità.” Oppure “Il procedere lento è bellezza” oppure “Festina lente” (Affrettati lentamente) o ancora “Voi avete l’orologio, noi il tempo”(da Gandhi, Pound, Svetonio, Conte di Onslow).

4) Praticare la meditazione/camminata zen tipica di abitanti Centro Sud Italia, isole comprese. (Non si cammina perché si ha una gran fretta di arrivare in qualche posto, ma perché camminare è in sé una cosa meravigliosa. La meditazione è il cammino stesso.)

5) Per approfondire meglio: imparare la camminata degli Isolani sardi. (Camminano senza andatura strascicata e senza fretta, trasmettendo la sensazione di camminare come i gatti. C’è qualcosa di particolare, che non è esitazione: procedono determinati, senza vagare, ma camminano solo per camminare).

6) Preferire la biciclettata come allontanamento dal passato (ciò che si lascia). (La biciclettata come processo con l’attenzione al qui ed ora, la biciclettata come viaggio dentro se stessi, la biciclettata come ritrovamento di ciò che è veramente importante, ciò che è prioritario).

7) Leggere “Sotto il sole giaguaro” di Calvino. (La cosa più importante del viaggio è quella di poter assaggiare i cibi locali nel paese attraversato; mentre la vista è riproducibile con le foto, i sapori non lo sono assolutamente).

8) Preferire i viaggi in treno perchè il treno non è un veicolo. Un treno è parte di un paese. È un luogo. (Aspirare estaticamente l’odore del zolfo, per viaggiare prendere solo i treni che sbuffano mandando in cielo nuvole e vapore, solo quelli che sembrano dire con impazienza “Devo andare” , Devo andare”. Tratte consigliate: Macomer – Bosa, Venezia-Sempione Orient Express, Crémaillère de la Rhune, Sursee-Triengen-Bahn, Siena-Asciano-Monte Antico, Bergamo-Paratico Sarnico, Targu Mures-Sovata, sul treno natura della Valle dell’Asso).

9) Almeno una volta nelle prossime estati andare a: Pomarance, dove hanno inventato il vapore; Logudoro e Goceano dove il falco pellegrino vola mattutino; Pennabilli nella Val Marecchia, dove un poeta ha fatto il suo nido; Santo Stefano Belbo, a casa di Cesare.

10) Per capire veramente, il viaggiatore paradossalmente dovrebbe anche fermarsi, essere sedentario, vivere i luoghi che attraversa e si lascia indietro. Quindi: emozione e adattamento, riconoscimento e scoperta, conferma e sorpresa.

——-

 

Nel cuore della Società Geografica Italiana (Roma, Villa Celimontana)

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9 responses

6 10 2008
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

Questo me lo commento da solo.

Il punto 8 è sacrosanto. Ho sempre considerato il treno un luogo. Fin da ragazzino quando viaggiavo grazie all’Inter Rail. Quante storie vissute, ascoltate. Quante vite incrociate.

Un viaggio poteva nascere e finire su un treno, senza scendere mai.

6 10 2008
Godot

Sarò impicciona ma sul treno oltre che il paesaggio mi piacciono… le persone! Ognuna di loro ha una piccola storia… viene da un posto diverso e va in un posto diverso ma soprattutto per un motivo diverso!
P. S. Noto che l’omino occhialuto del punto 8 si è intromesso anche nel tuo post! 🙂

6 10 2008
armonicasolar

Il punto 7 è sacrosanto, anche! 😀

7 10 2008
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

Godot: non capisco che ci faccia quell’omino occhialuto lì…

Sì, sono d’accordo sui treni. Bellissimo vedere tutte quelle vite che si incrociano per poche ore.

Armonicasolar: sacrosantissimo! Sono assolutamente per la localizzazione del cibo. Che deve essere consumato dove viene prodotto. Non c’è più gusto se si trova al supermercato sotto casa qualsiasi cosa

7 10 2008
la donna con la valigia

Su tutti preferisco il numero 10. Anche se pratico il 4, il 6 e l’8 molto più assiduamente!!!

7 10 2008
Antonio/Circolo dei Viaggiatori

🙂
camminata degli abitanti del Sud….interessante, Marina. E come fai con la valigia? La trascini? 😉

La 10….piacerebbe anche a me.
In effetti, ho provato. Anni fa, vissi a Creta, in un paesino di 55 anime per un certo periodo di tempo. Esperienza incredibile. la racconterò anche qui prima o poi

7 10 2008
la gatta

era il decalogo che saltava fuori dalla giornata della lentezza, se non sbaglio…che era a febbraio….chissà se la rifaranno anceh quest’anno…chissà se hanno già deciso…

🙂

posso inserire una nota stonata in tutto questo elogio della lentezza?
posso? davvero posso?
..nessuno dice nulla e io lo faccio…bene…

il decalogo è bellissimo e divertente, ma…chi di noi ha “tempo” per seguirlo? chi di noi ha veramente voglia di vivere con lentezza?
chi riesce veramente a farlo, senza “correre” necessariamente dietro a qualche cosa?

chi di noi, di fronte a qualcosa di lento, resiste più di (voglio essere ottimista) 45 minuti prima di sbuffare?

detto questo: il numero 5 lo voglio proprio imparare….anche se i gatti non è che camminino tanto lenti…

🙂

7 10 2008
la gatta

8)

l’omino occhialuto è un 8 seguito da parentesi

8)
8 )

17 10 2008
la donna con la valigia

la camminata lenta? rigorosamente senza pesi, ovvero, senza valigia, al massimo con una pochette!!! se hai una base, of course.
Se invece la pratichi viaggiando consiglio il mini zaino: hai dietro l’indispensabile, ma neanche lo vedi… così assapori tutto quello che sta di fronte alla tua visuale…

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