(my) travel music playlist

7 10 2009

Torniamo a parlare di musica da viaggio.

Ipod sempre con me quando mi muovo e quindi anche in viaggio. Negli anni ho accumulato diversi ipod (e, prima, walkmen e cassette varie). E’ sempre stato un mio pallino fare, all’inizio di ogni mese, una playlist tematica con la musica che preferisco ascoltare in quel periodo. Ovviamente lo stesso vale per ogni viaggio.

Le scorse playlist di musica che sostenga, alimenti, invogli un viaggio – o che semplicemente sia bella da ascoltare – sono state sempre accolte con divertimento. Quindi continuiamo…

Metto l’ipod in modalita’ shuffle e vediamo cosa tira fuori…

Josh Turner, Would You Go With Me. Molto molto bella. Un bel country che dedico a chi si mette in viaggio, a chi ama le nuvole e chi cerca un lieto fine. Il video e’ tenero…

Due canzoni di Amos Lee: Night Train (per apparenti motivi) e Southern Girl (perchè l’immagine iniziale della strada che comincia a muoversi sotto i piedi è magnifica)

Qualsiasi canzone di Keith Urban è splendida per qualunque viaggio:

Ora un po’ di nostalgia con i Creedence Clearwater Revival. Long As I Can See the Light, per salutare al momento della partenza. Forse senza ritorno. Struggente e intensa:

E questa. Mi piace particolarmente e mi ricorda un bellissimo film, Elzabethtown, E’ My Father Gun di Elton John. Da brividi la scena del viaggio in auto attraverso gli Stati Uniti, seguendo e ascoltando un percorso musicale attraverso luoghi e ricordi… Per chi piace abbinare ricordi a canzoni.

Amo tutto di Jackson Browne. E ovviamente anche questa sua recente Going Down to Cuba (per non indulgere nei suoi classisi ovviamente…)

Bene, per ora è tutto. Ne avete da ascoltare…

Buon divertimento, buon viaggio

A

PS AGGIORNAMENTO.

Flashback

Due canzoni di Lyle Lovett.

La prima, This Old Porch, l’ascoltai tanti anni fa, in Canada, proprio sulla veranda (porch) di un’amica che credo stia (anche se faticosamente) leggendo quetso blog. Sta combattendo una battaglia molto brutta e le sono ogni giorno vicino… Questa è per lei:

Dopo qualche giorno, invece, arrivò quest’altra…

…e rimase incastrata tra le mie dita sulla chitarra….





(my)Travel Songs: Downbound Train (beccatevi questa)

18 03 2009

E visto che non lo fate voi lo faccio io. Downbound Train, di Bruce Springsteen, appartiene alla mia formazione musicale dell’adolescenza. Come molti di voi (o almeno, dai miei coetanei in su, dai) sanno, era contenuta nell’album Born in the USA e forse non ha goduto dello stesso successo di altre sue canzoni.

Io me ne innamorai al primo ascolto del riff iniziale. Quel dlen dlen dledledlendleeen…. suonato con quella magnifica Telecaster (e’ opportuno dire, pero’, che sono da sempre per la stratocaster piuttosto che per la telecaster). Quel racconto d’amore straziante. Springsteen che nel momento topico della canzone abbassa la voce, e la Band lo segue rallentando. Canta di un lui che corre da una lei nel pieno della notte sperando di essere accettato in casa. Da sempre quel particolare passaggio mi ha dato l’impressione di essere suonato in apnea come se loro stessi stessero salendo le scale. E quando arriva e trova la casa vuota e, piano piano, la band “entra” e’ come se si sentisse il suo tonfo in ginocchio (esattamente come poi canta) e via si riprende…on a downbound train. (ecco, ho scritto questi periodi tutti d’un fiato) :-)

Mamma che bella.

e per finire con un’altra regina della canzoni di viaggio non poteva mancare lei….

BORN….

…TO….

si, è lei…

BORN TO RUN!





(my) Travel songs: si ricomincia con un treno notturno…

12 03 2009

Non ci si può adagiare in un po’ di sano amarcord bloggiano che arrivano le richieste al dj :-)

D’accordo, qualche altro suggerimento musicale da viaggio. Comincio con Amos Lee. Uno dei nuovi esponenti di spicco del folk songwriting americano.  E’ tra i miei preferiti per l’ascolto in cuffia durante i viaggi. Soprattutto questa canzone.

E’…come dire…morbida, continua, culla come il rumore, appunto, di un treno non troppo veloce. Uno di quelli che ti fa guadagnare la meta poco alla volta. Niente Alta Velocità, niente frecce rosse, azzurre, argento o che so io… Solo un treno lento, magari notturno, che ti porti da un punto A ad un punto B.

Ecco Night Train di Amos Lee:

Adesso, come al solito, tocca a voi proporne una.

Antonio

Quel che serve in viaggio: la direzione di casa

Quel che serve in viaggio: la direzione di casa





(our) Travel Songs: ORISHAS e Nelly Furtado

19 02 2009

Gli orishas sono semidivinità della mitologia africana. Col tempo sono stati “adottati” in America, soprattutto – per evidenti ragioni – dalla santeria cubana e condonblè brasiliano e haitiano. Sono espressione del sincretismo religioso latinoamericano che non smette di affascinarmi. Ricordo quante manifestazioni incredibili di questo sincretismo osservai in Messico, Guatemala e Perù… Per un approfondimento, ovviamente, vi rimando a Wikipedia.

Qui vi propongo, nella mia nuova veste di DJ :-) un video degli omonimi Orishas. Una band cubana che adotta un simile sincretismo…musicale. Fonde hip hop a sonorità cubane. Il risultato è magnifico, secondo me.

In questo video, tra l’altro, la fotografia è splendida e le nuvole sono molto….mie :-)

Bun divertimento,

A

E ora tocca alla gatta! Che zitta zitta, in questi giorni, ha osservato l’andazzo ed ora suggerisce questo video carino. Una canzone che riscosse molto successo anni fa (2001) e che ha  un video molto colorato. E’ Nelly Furtado con Turn off the light. Lei, se non sbaglio, ha origini indiane e si vedono. La canzone è molto bella. Buon divertimento:





(your) Travel songs: Crystal Frontier

17 02 2009

Bravi, bravi, continuate così. Mi state segnalando delle vere chicche.

Questa volta tocca a Fiordi ed al suo consiglio per un viaggio solitario. Si tratta del video dei Calexico “Crystal Frontier”. Non serve guardare il video e la sua fantastica fotografia (che luce! che dinamica di colori!). Quella tromba evoca ovviamente il centro America e/o le lunghe, sterminate, autostrade polverose della Baja California. Sì, è adatta ad un viaggio in solitaria oppure ad una vera e propria fuga da una situazione complicata :-)

Insomma, buon viaggio:

E visto che siamo, più o meno (insomma), da quelle parti, ho ripescato una vecchia fotografia che scattai a Machu Pichu diversi anni fa.

machupichu





(My) travel songs: terza puntata

6 02 2009

Non riesco a smettere di giocare con le canzoni da viaggio…

Ascoltate (e guardate) questa. di Jackson Browne: The Load Out col classico medley Stay. E’ un live del 1978, ero bambino. Ero a casa di mia zia, ricordo, intorno al 1980, e curiosavo tra i suoi dischi. Ne trovai tre. E da allora, giuro, non fui più lo stesso.Capita. Ci sono alcune canzoni che cambiano il corso di una vita e sicuramente Jackson Browne (con The Load Out, Rosie e The Road), James Taylor (con Sweet baby James e Fire&Rain) e l’assolo di Mark Knopfler in Tunnel of Love mi hanno formato.

Da allora, ore ed ore in camera a provare con la mia chitarra a replicare quei suoni che sembravano arrivare da un’altra dimensione. Jackson Browne e JT evocavano la route 66 e la beat generation. La Fender Stratocaster di Knopfler, invece, era diventata il mio feticcio. Sviluppai i tanto agognati calli sui polpastrelli a furia di suonare quell’assolo…

Aaah…bei tempi…. Ok, come al solito ho divagato. Eccovi il video di Jackson Browne, The Load Out/Stay. Evoca lunghi tragitti in pulman lungo le autostrade americane:

E adesso, ovviamente, Fire and Rain del Maestro…

Termino con una nuova canzone di Marc Cohn, qui live, Listening to Levon (per la cronaca, il titolo si riferisce a Levon, una nota canzone di Elton John):





(Your) Travel Songs / Seconda puntata: le vostre

5 02 2009

Bene, bravi, bis.

Ecco le vostre canzoni da (e di) viaggio.

Nicoletta, di Bloggin Around the World, consiglia Rotolando verso Sud dei Negroamaro (vitigno che, peraltro, adoro). Consiglio azzecatissimo:

Psicosipalliativa, invece, che viaggia prevalentemente a piedi, ne consiglia due. Una per il risveglio o, meglio, per l’andata:

ed una per il ritorno:

Chi di voi ha avuto la pazienza di seguirmi negli anni (prevalentemente sull’altro blog) conosce la mia passione per le nuvole (e conseguenti fotografie polarizzate). Non posso quindi che apprezzare quest’ultimo pezzo di Einaudi.

Grazie a tutti. Continuate, continuate… Alla fine stileremo una classifica, ok?

Antonio

PS vi lascio con una canzone che può accompagnare qualsiasi viaggio, urbano, metropolitano, in un paesino sperduto, in capo al mondo. E’ un inno alla bellezza della vita. Life is Wonderful, di Jason Mraz:





Top Travel Songs / Prima puntata

4 02 2009

Ogni tanto visito il Cortile, un blog interessante dove trovo spesso degli interessanti spunti.

Cito uno degli ultimi post che, a sua volta, rimanda ad una lista di video musicali di “travel songs”.

Non potevo rimanere indifferente a cotanto stimolo e quindi, se mi permettete, comincio anch’io a segnalare alcuni video musicali che, secondo me, possono essere dei fantastici compagni di viaggio.

Comincio con una canzone cui tengo molto: Human Wheels di John Mellecamp (risale ai tempi in cui si faceva ancora chiamare John Cougar Mellecamp)

Proseguo, e termino per oggi, con una canzone che non manca quasi mai nelle innumerevoli playlist nel mio iPod (soprattutto quelle che ascolto, ssshhhh, in moto): The Passenger di Iggy Pop. Il video che vi propongo è molto particolare; si tratta di un collage di spezzoni di famosi film hollywoodiani.  Sarà un caso, ma è evidente che – date le numerose scene con auto e moto – il filo che lega questa canzone alla precedente Human Wheels…. :-)

ora tocca a voi. Segnalatemi un video musicale particolare. Adatto ai viaggi. Reali o di fantasia, non importa.

Avanti, vediamo…

Antonio





Assolutamente geniale: la VERA Jam session globale

2 12 2008

Assolutamente geniale. Mi ringrazierete, se già non conoscete l’iniziativa. Si chiama  PLAYING FOR CHANGE: PEACE THROUGH MUSIC e si tratta, sostanzialmente, di una mega jam session tra persone distanti continenti. Sono tutti buskers, artisti di strada, ai quali è stato chiesto di suonare/cantare un pezzo famoso (per il momento, da quel che mi risulta, due: Stand By Me e One Love).

E’ un’iniziativa nell’ambito di una Fondazione no-profit con la finalità di fare un network di altre iniziative di solidarietà che hanno la musica come filo conduttore. dalle periferie povere della Louisiana agli slums sudafricani. Dal Venezuela ad un balcone di una città del Congo…

Non so voi…ma a me sono venuti i brividi….

Godetevi fino in fondo Stan By me e poi ditemi.

Antonio

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Ragione ed idiozia del viaggiatore: un video ed una riflessione

20 10 2008

E’ inutile, ultimamente mi è presa così. Segnalo un altro video musicale. Sempre Brett Dennen, questa volta la sua canzone, forse, più bella: Ain’t No Reason.

Cosa la lega al tema del blog? Beh, alcune sue scene e la considerazione che forse quasi tutti coloro che hanno visitato paesi del terzo mondo si sono posti: quale sia la ragione della sofferenza di certe popolazioni ed il senso di colpa che ne deriva.

Perchè è inutile negarlo, tutti abbiamo provato senso di colpa nel vedere un bambino affamato che chiede l’elemosina o una terra arida che inutilmente una tribù cerca di coltivare. Senso di colpa unito all’idiozia tipica del turista medio. Per intenderci, quello che in un mercato andino tratta sul prezzo anche se si tratta di pochissimi centesimi (che possono fare la differenza per il venditore, ma per noi giusto il solletico).

O l’idiozia di chi ordina una pizza in una bettola sul lago Titicaca e poi si lamenta perchè manca l’acciuga (SO per certo che interverrà adesso e lo spero).

O ancora, l’idiozia di chi, in un piccolo tempio buddista thailandese, si inginocchia e simula di pregare Buddha chiedendo di farsi fotografare così.

Cose del genere ne abbiamo viste tutti e ci siamo tutti interrogati sulla ragione. Beh, forse….ain’t no reason.

:-)

Antonio

PS raccontatemi gli episodi di idiozia del viaggio in cui vi