(post scritto a bordo dell’aereo – si ascolta con FLY ME TO THE MOON – versione acustica dell’Atlantic Five Jazz Band)
24 ottobre 2009
11505 metri d’altitudine
2013 km a destinazione
5721 km volati sino ad ora
velocità 780 km/h
Da qualche parte in volo sul Canada
Se scattassi una foto, in questo istante, su questa verticale, chissà che vita vedrei. Forse solo natura. Non vedo nulla, solo nuvole.
Ecco, c’e’ un momento in ogni mio viaggio in aereo che si ripete come un rito pagano da celebrare obbligatoriamente. E che vivo con l’ingenuità di un bambino. E’ quando si oltrepassano le nuvole.
Resto sempre a bocca aperta. E, pensando a tutti i viaggi che ho fatto, ai posti che ho visto nei quattro (anzi tre, me ne manca uno…) angoli della terra, alla gente che ho incrociato…beh…mi sento sollevato.
Mi piace ancora soprendermi nell’apprezzare una cosa tanto semplice come guardare fuori dal finestrino di un aereo e trovarmi…oltre le nuvole.
Rende ogni viaggio, anche d’affari (ma anche “affari miei”) un’esperienza intima ed unica.
Intorno a me, in questo momento, stanno quasi tutti dormendo o vedendo film. Avrei voglia di scuoterli e chiedere loro come possono preferire…Transformers 2…a questo spettacolo!
(dopo 5 minuti)
Coincidenze della vita. Apro la prima pagina del libro che ho deciso di cominciare e leggo questa citazione:
“Tutto sommato, nel mondo esistono soltanto due categorie di uomini, quelli che se ne stanno a casa e quelli che non ci stanno mai. Questi ultimi sono i più interessanti” (Ruyard Kipling, The Honourable Visitors)







Tu lo sai che c’è qualcuno che ti capisce, vero?
E quel che è peggio è che questo qualcuno, malgrado abbia volato per quarantamila chilometri nell’ultimo mese e mezzo, riesce a invidiarti… Credo sia una malattia…
Buon viaggio!
E mentre guardo estasiata le foto di Washington, aspettando quelle della “famosa gara di hula-hop” tra te e la First Lady, aspetto anche un post per sapere com’è andata!!!
Buon viaggio