14:00 23 dicembre 2008, a bordo del volo Roma-parigi, non ancora decollato
Post telegrafico, scritto con iPod e pollice destro. Stop
allo stato, 5 ore di immotivato ritardo stop
scene pittoresche all’imbarco. Gente esasperata, da due giorni in aeroporto stop
Turisti sbigottiti stop
Poliziotti inermi stop
Coincidenza per Tokyo abbondantemente persa stop
Ignoro gli sviluppi stop
Occorre tanta pazienza stop
Adesso siamo da più di un’ora a bordo, fermi in pista. Senza apparente motivo.
Saliti a bordo gli altri passeggeri hanno esultato stop
Ho ricordato che imbarcarsi non vuol dire partite stop
E soprattuto che…
…anche Ulisse, in fondo, riuscì a partire.
A
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15:00 partiti
e’ iniziato il progressivo, lento, avanzamento verso il Giappone. Il mediterraneo e’ ancora qui sotto. Parigi ancora lontana. Leggo un libro di Carofiglio su una notte barese e penso a dei lavori che devo fare al trullo.
Il Giappone non potrebbe essere più lontano. Voglio proprio questo. Distrarmi e ritrovarmi catapultato in un’altra dimensione. Voglio essere spiazzato.
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17:30
Bloccati a parigi. Nessun volo fino a domani
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21:00
In un bistrot a place des vosges. Poteva andare molto peggio. Serata parigina. Si riprova a partire domani. Ce la faremo…. Ma al diavolo l’Alitalia. E’ il paradosso della concorrenza. Avevamo deliberatamente scelto airfrance e ci siamo ritrovati invischiati nelle beghe nostrane…..




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